Cosa sentono le mie orecchie…

Novembre 29, 2006 at 8:03 pm (Music In Words)

Ecco.
Mi stava di nuovo per assalire quello scazzo da post, vuoi scrivere ma non sai cosa, l’ho vinto, vediamo cosa ne viene fuori.

Parliamo dei miei ultimi ascolti, il primo, una conferma di percorso di maturità fatto di alti e bassi, il secondo, una delusione di un disco, che all’inizio mi aveva fatto gridare al miracolo.

Sto parlando di “Light Grenaes” e “Saturday Night Wist” ultime fatiche rispettivamente di Incubus e Deftones.
L’ultimo platter  di Brandon e compagni è una rivelazione, dopo gli ultimi segnali di una band che sembrava oramai destinata ad essere la solita, scialba band da mtv, dopo che tutto sembrava perduto, loro ti tirano fuori un cd che non ti aspetti, ti aspettavi l’overproduction, e loro ti restituiscono dei suoni belli sporchi ma allo stesso tempo chiari e precisi che tanto erano cari ad Omar Rodriguez e che lo sono tuttora a bands sorprendenti come i Dredg, ti aspettavi il colpo geniale da classifica, e loro ti fanno un cd che non fà gridare al miracolo, che non cambierà il modo di vedere niente, ma cazzo quanto sentimento c’è, è un cd sincero, loro non sono più i ragazzacci di S.C.I.E.N.C.E., e non lo possono negare, ma da loro canto ci vogliono far intendere che non sono nemmeno gli mtv addicted di turno.

Passionali.

Delusione dicevo, al primo ascolto l’ultima fatica di Chino Moreno, Steph Carpenter e compagnia bella, mi era sembrato davvero un cd spaccaossa, in realtà la delusione è mezza, perchè il cd non è brutto, ma è anonimo, è anonimo, è anonimo, quelli non sono i deftones.
Appena ascoltato il disco stavo gridando al miracolo, il nostro bebo mi ha detto la sua, e dopo un pò di ascolti ho iniziato a stancarmi del cd, ma stancarmi davvero, al contrario di “Light Grenades” che gira spensierato nel mio lettore da più di una settimana senza fermarsi mai, perchè si “Love Hurts” sarà anche una ballad abbastanza scontata, ma scrivila tu una ballad scontata così. ECCHECCAZZO.

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Ladies and Gentleman, questo pezzo non l’abbiamo scritto noi.

Novembre 20, 2006 at 1:59 pm (Screams From The Abyss)

Ascoltando un pezzo un pò particolare, mi è venuto in mente, non si sà come, di parlare di un fenomeno diffusissimo nell’universo musicale.

Le COVER.

Le cover le hanno fatte tutti, quasi tutti i musicisti sulla faccia della terra hanno suonato knockin’ on heaven’s door, quei tre accordi hanno fatto il giro del mondo.
Ma cosa spinge un gruppo come i Killswithc Engage a coverizzare Holy Diver di Ronnie James Dio??
Cosa spinge gli Slayer a coverizzare Born To Be Wild??? O ancora James Hetfield a suonare i pezzi di Bob Seger??
Probabilmente per passione per un determinato genere che non è quello che suoni, e si vuole manifestarlo tributando all’artista un pezzo, spesso molto ben riuscito, altrettanto spesso di una schifezza imbarazzante.
Ma le cover per fortuna o purtroppo non le suonano solo i “Grandi”, nascono e muoiono infatti ogni giorno centinaia di fantastiliardi di cover band, di tutte le forme generi e colori, e questo è un bene per la musica.
Diventa il male, quando ci si ferma a suonare cover, ma soprattutto a suonarle PARO PARO, si diventa una tribute band dal nulla, e si incassa molto di più alle serate di chi si sbatte a comporre pezzi, arrangiarli, inciderli e promuoverli, troppo comodo, si cavalca il successo di un’altro, è una cosa profondamente ingiusta, e accade come al solito nella maggior parte dei casi nei paesi esterofili, come quello in cui ci troviamo.
Parlo da musicista più o meno fallito, giornalista improvvisato e malato di musica, chi fa solo cover a mio avviso ha la vita troppo facile, è una strada già spianata di per sè, e non vedo quali soddisfazioni ti possa dare farti applaudire da un pubblico, che in realtà sta applaudendo l’artista che ha composto il pezzo.
Questo è solo uno sfogo mio personale, un elogio alla creatività di chi anche se fa cagare rischia del proprio e non si beffeggia di meriti altrui, una condanna a chi vive nella monotonia del replicantismo musicale imperante, è anche grazie a voi, se la musica oggi è quasi tutta “già sentita”.

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Chapter Four

Novembre 17, 2006 at 3:10 am (This is my world, You're in my world)

Alla fine ho ceduto anche io.
Il trend lanciato da Mr.Melomaniac in persona mi ha preso in pieno, volevo continuare qua, alla fine ho scelto il mondo superprofèscional di WordPress, che vi dirò, mi attizza, mi fa venire voglia di tornare a scrivere cazzate a ruota libera.
Così eccoci qui, vediamo questa volta come và.
Io e i miei blog non ci siamo mai trattati troppo bene, stavolta però, ricominciamo da zero, cambio piattaforma e cambio scazzi.

Chups!

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