Fill more to be Alive
Ininterrottamente sta girando, in questi giorni “Live at The Fillmore” primo disco live dopo tre dischi studio per gli impagabili Dredg, formazione americana che annovera tra le sue file un certo Dino Campanella, sarebbero stimabili anche solo per questo.
Il disco in questione ti catapulta subito nella classica atmosfera che solo loro sanno creare, quel miscuglio di At The Drive In, Radiohead, e non ultimi i Pink Floyd.
E’ un piacere riascoltare dal vivo, riprodotti fedelmente, senza sbavature pezzi del calibro di OdeTo The Sun, dove la chitarra di scuola Rodriguez la fa da padrona.
Sostanzialmente questo capitolo non innova, non aggiunge nulla alla carriera di queste promesse della musica tutta, però è una chicca per chi come me se li è persi a milano l’anno scorso.
Prendetevelo e godetevi L’ATMOSFERA, non importa come ve lo procuriate, tutto è lecito per averlo.
Cosa sentono le mie orecchie…
Ecco.
Mi stava di nuovo per assalire quello scazzo da post, vuoi scrivere ma non sai cosa, l’ho vinto, vediamo cosa ne viene fuori.
Parliamo dei miei ultimi ascolti, il primo, una conferma di percorso di maturità fatto di alti e bassi, il secondo, una delusione di un disco, che all’inizio mi aveva fatto gridare al miracolo.
Sto parlando di “Light Grenaes” e “Saturday Night Wist” ultime fatiche rispettivamente di Incubus e Deftones.
L’ultimo platter di Brandon e compagni è una rivelazione, dopo gli ultimi segnali di una band che sembrava oramai destinata ad essere la solita, scialba band da mtv, dopo che tutto sembrava perduto, loro ti tirano fuori un cd che non ti aspetti, ti aspettavi l’overproduction, e loro ti restituiscono dei suoni belli sporchi ma allo stesso tempo chiari e precisi che tanto erano cari ad Omar Rodriguez e che lo sono tuttora a bands sorprendenti come i Dredg, ti aspettavi il colpo geniale da classifica, e loro ti fanno un cd che non fà gridare al miracolo, che non cambierà il modo di vedere niente, ma cazzo quanto sentimento c’è, è un cd sincero, loro non sono più i ragazzacci di S.C.I.E.N.C.E., e non lo possono negare, ma da loro canto ci vogliono far intendere che non sono nemmeno gli mtv addicted di turno.
Passionali.
Delusione dicevo, al primo ascolto l’ultima fatica di Chino Moreno, Steph Carpenter e compagnia bella, mi era sembrato davvero un cd spaccaossa, in realtà la delusione è mezza, perchè il cd non è brutto, ma è anonimo, è anonimo, è anonimo, quelli non sono i deftones.
Appena ascoltato il disco stavo gridando al miracolo, il nostro bebo mi ha detto la sua, e dopo un pò di ascolti ho iniziato a stancarmi del cd, ma stancarmi davvero, al contrario di “Light Grenades” che gira spensierato nel mio lettore da più di una settimana senza fermarsi mai, perchè si “Love Hurts” sarà anche una ballad abbastanza scontata, ma scrivila tu una ballad scontata così. ECCHECCAZZO.