Niente di nuovo, cazzo.

Aprile 30, 2008 at 6:48 pm (Blogroll, Screams From The Abyss) ()

Eccomi qua, valanga di stronzi, still writing about nothing.

Un post dopo un bel pò di tempo, eh si, mi ha fatto venir voglia il mio nerdaccio preferito, lui e i suoi due amichetti di AgainstAllBlogs, che ha riaperto più strafottente di prima.
Novità sostanzialmente rasenti lo zero Kelvin, ma almeno c’è la voglia, a parte quella di compagnia femminile, che è nel dna.

Dopo aver riacquistato un pò di voglia di vivere e aver acquistato 120w di valvole da infilare su per il culo della gente, posso allegramente informarvi.

Si, sono diventato razzista.

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Ladies and Gentleman, questo pezzo non l’abbiamo scritto noi.

Novembre 20, 2006 at 1:59 pm (Screams From The Abyss)

Ascoltando un pezzo un pò particolare, mi è venuto in mente, non si sà come, di parlare di un fenomeno diffusissimo nell’universo musicale.

Le COVER.

Le cover le hanno fatte tutti, quasi tutti i musicisti sulla faccia della terra hanno suonato knockin’ on heaven’s door, quei tre accordi hanno fatto il giro del mondo.
Ma cosa spinge un gruppo come i Killswithc Engage a coverizzare Holy Diver di Ronnie James Dio??
Cosa spinge gli Slayer a coverizzare Born To Be Wild??? O ancora James Hetfield a suonare i pezzi di Bob Seger??
Probabilmente per passione per un determinato genere che non è quello che suoni, e si vuole manifestarlo tributando all’artista un pezzo, spesso molto ben riuscito, altrettanto spesso di una schifezza imbarazzante.
Ma le cover per fortuna o purtroppo non le suonano solo i “Grandi”, nascono e muoiono infatti ogni giorno centinaia di fantastiliardi di cover band, di tutte le forme generi e colori, e questo è un bene per la musica.
Diventa il male, quando ci si ferma a suonare cover, ma soprattutto a suonarle PARO PARO, si diventa una tribute band dal nulla, e si incassa molto di più alle serate di chi si sbatte a comporre pezzi, arrangiarli, inciderli e promuoverli, troppo comodo, si cavalca il successo di un’altro, è una cosa profondamente ingiusta, e accade come al solito nella maggior parte dei casi nei paesi esterofili, come quello in cui ci troviamo.
Parlo da musicista più o meno fallito, giornalista improvvisato e malato di musica, chi fa solo cover a mio avviso ha la vita troppo facile, è una strada già spianata di per sè, e non vedo quali soddisfazioni ti possa dare farti applaudire da un pubblico, che in realtà sta applaudendo l’artista che ha composto il pezzo.
Questo è solo uno sfogo mio personale, un elogio alla creatività di chi anche se fa cagare rischia del proprio e non si beffeggia di meriti altrui, una condanna a chi vive nella monotonia del replicantismo musicale imperante, è anche grazie a voi, se la musica oggi è quasi tutta “già sentita”.

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